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Abbigliamento da moto: cosa serve davvero il primo anno

Protezioni, paraschiena e giacca tecnica da moto viste dall_alto

Hai preso la patente o sei tornato in sella dopo anni, e adesso ti tocca comprare l’attrezzatura. Ecco cosa serve davvero il primo anno, in che ordine, e su cosa conviene spendere.

L’ordine di priorità

Se il budget è limitato — e all’inizio lo è quasi sempre — l’ordine in cui comprare è questo: casco, guanti, giacca, stivali, pantaloni. Non è un ordine casuale: rispecchia quello che si fa male per primo in una caduta anche banale, e quanto costa ripararlo.

Il casco è ovvio. I guanti vengono subito dopo perché le mani sono la prima cosa che tocca terra: è un riflesso, non lo controlli. La giacca protegge la parte del corpo più esposta e più difficile da ricucire. Stivali e pantaloni vengono dopo non perché siano meno importanti, ma perché nella caduta tipica da bassa velocità sono meno coinvolti.

Su cosa conviene spendere

Sul casco, sempre. Non perché uno da ottocento euro protegga il doppio di uno da duecento — l’omologazione è la stessa e la soglia da superare è la stessa — ma perché la differenza si vede su peso, ventilazione, silenziosità e possibilità di sostituire le parti. Un casco leggero e silenzioso lo tieni volentieri; uno pesante e rumoroso ti fa venire voglia di fare un giro più corto.

Sulla giacca conviene spendere se ci vai tutto l’anno: una quattro stagioni con membrana estraibile e termica staccabile costa più di due giacche economiche, ma te la cavi con un capo solo e la ritrovi asciutta a marzo.

Sui guanti, non serve la fascia alta se non vai in pista: serve che siano certificati EN 13594, che abbiano il palmo senza cuciture nei punti di appoggio e che siano della misura giusta. Un guanto grande è quasi inutile.

Le protezioni: dove sono e dove non sono

Quasi tutte le giacche vendute come “da moto” includono le protezioni su spalle e gomiti. Molte non includono il paraschiena: hanno solo la tasca predisposta, spesso occupata da un pezzo di gommapiuma che non è una protezione e non è certificato niente.

Controlla sempre due cose: che le protezioni riportino la sigla EN 1621-1 (arti) o EN 1621-2 (schiena), e che il paraschiena ci sia davvero. Se c’è solo la tasca, mettere in conto ottanta o novanta euro per un paraschiena certificato livello 2 è la spesa con il miglior rapporto fra costo e protezione di tutta la lista.

Il jeans rinforzato è una protezione vera?

Dipende da quale. Un jeans con fodera in fibra aramidica nelle zone d’impatto e protezioni certificate su ginocchia e fianchi è un capo tecnico a tutti gli effetti, e ha il vantaggio enorme di essere quello che indossi comunque: nessuno si mette i pantaloni in pelle per fare otto chilometri fino in ufficio.

Un jeans normale con qualche cucitura in più, invece, non protegge da niente. La differenza si vede nell’etichetta e nel prezzo, e non è un dettaglio su cui vale la pena risparmiare.

Cosa puoi rimandare

  • La tuta in pelle intera: serve se fai track day, non per andare al lavoro.
  • Il secondo casco: uno buono e versatile batte due mediocri.
  • Il bauletto: comodissimo, ma dopo qualche mese saprai quanto spazio ti serve davvero.
  • L’interfono: utile, ma non è attrezzatura di sicurezza. Viene dopo tutto il resto.

Se vuoi, scrivici che moto hai, quanti chilometri fai e in che stagione: ti mettiamo insieme una lista con una spesa realistica, senza infilarci quello che non ti serve.

Ti serve un consiglio?

Scrivici la tua misura o il modello della tua moto: rispondiamo entro un giorno lavorativo.